Come funziona un Rilevatore gas

Come funziona un Rilevatore gas

Guida al Funzionamento del rilevatore Gas

Il gas per uso domestico è un elemento fondamentale nel nostro vivere quotidiano. Cucinare e riscaldare acqua e ambienti sono operazioni impossibili senza l’utilizzo delle miscele gassose, come metano e GPL, da usare con correttezza e parsimonia, prestando particolare attenzione al tema della sicurezza.

Infatti, sarebbe buona regola, pur se nel nostro Paese non è ancora molto diffuso, installare in ogni abitazione, almeno un rilevatore di gas, piccolo ma importante dispositivo che garantisce il monitoraggio del corretto funzionamento dei diversi sistemi domestici che si alimentano mediante il gas, dalle caldaie ai fornelli.

Ma come funziona un rilevatore gas? Com’è composto? Qual è la modalità per segnalare perdite? A queste, e ad altre domande, daremo risposta nella nostra breve guida, per fornire le basi di una buona educazione domestica sull’utilizzo di questo importante e poco conosciuto apparecchio.

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  • 【Rilevazione di gas combustibile】- Il rilevatore di gas è utilizzato principalmente per rilevare il gas naturale (componenti principali: metano), gas liquefatto (componenti principali: butano, propano) e gas di carbone urbano (alcano, olefina, arene).
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  • SUGGERIMENTO - Prima dell'uso, è necessario aprire il coperchio posteriore del rivelatore di CO, utilizzare le viti per installare sul muro, premere il pulsante ON per mantenerlo acceso. Il display si illumina e il rilevatore di CO inizia a funzionare dopo un minuto e iniziare a caricare.
  • AMPIA GAMMA DI APPLICAZIONI - Può essere utilizzato vicino alla cucina, al camino e al garage. Qualunque cosa utilizzi gas naturale, carbone o combustibili può potenzialmente produrre CO tossico. Il rilevatore INTEY CO avvisa l'utente prima che si verifichi un pericolo!

Funzionamento del rilevatore di gas

Dispositivo ad uso domestico o professionale, il rilevatore segnala le eventuali anomalie legate al superamento accidentale della soglia di tolleranza di un gas nell’ambiente (principalmente Metano e GPL, oltre ai gas soporiferi e narcotizzanti e a quelli refrigeranti), al fine di scongiurare esplosioni improvvise, molto spesso purtroppo devastanti, e salvaguardare l’incolumità delle persone.

Due, quindi, le funzioni peculiari di questo tipo di apparecchiature: la prima, quella di individuare la presenza di gas in percentuale eccessiva, al di sotto, comunque, della soglia di L.I.E., il limite di esplosività, tramite un sensore interno tarato per una particolare sensibilità, e la seconda, altrettanto importante, è quella di allertare le persone presenti all’interno della casa o dell’ambiente di lavoro dell’imminente rischio e pericolo.

In alcuni casi, inoltre, è anche in grado di intervenire direttamente, mediante la chiusura elettronica di elettrovalvole che ne bloccano subito l’emissione. L’allarme viene dato mediante segnali acustici e luminosi, con sirene audio piuttosto potenti, per consentire anche a chi non si trova nella stanza, o alle persone anziane, generalmente un po’ deboli d’udito, di sentirle, e mediante l’accensione di LED di colore rosso, che amplifica la segnalazione di pericolo.

In commercio, possiamo trovare diversi modelli di rilevatori, ma in tutti, indistintamente, la parte più importante è rappresentata, come dicevamo, dal sensore, l’elemento in grado di controllare e monitorare se le sostanze gassose superano il limite di sicurezza, come monogas o multigas. Da tener presente che il gas comunemente usato in casa è completamente inodore e incolore e, dunque, non sarebbe rilevabile da occhio e naso umano… (non a caso, i rilevatori sono chiamati anche “nasi elettronici”). Ecco perché viene odorizzato dalla case di distribuzione, al fine di rendersi conto della sua presenza quanto meno per un primo immediato allarme, al quale deve subito far seguito l’apertura di porte e finestre della stanza, tassativamente senza accederne la luce.

I rilevatori possono essere fissi o portatili, e la scelta d’acquisto ricadrà sia sulla tipologia più pratica per ciascuno sia, indubbiamente, anche in base agli ambienti dove deve essere utilizzato. Se, per esempio, si tratta di monitorare un classico appartamento, è preferibile il tipo fisso, o addirittura da incasso, nei modelli più sofisticati e che seguono le tendenze della domotica di ultima generazione. Diversamente, per un luogo di villeggiatura, non sempre abitato, o per siti piccoli, itineranti e dalla metratura limitata come camper, barche, roulotte, è consigliabile un rilevatore portatile, a batteria ricaricabile, pratico e maneggevole, ed altrettanto preciso ed affidabile.

Per quanto riguarda l’installazione, è da evitare senza dubbio il “fai da te”: la delicatezza del l’apparecchiatura e del suo risultato impone, come il buon senso chiarisce, l’assistenza e la manodopera di personale tecnico specializzato, spesso proveniente dalla stessa casa produttrice del dispositivo, in grado, dunque, di conoscerne tutti i segreti e le corrette operazioni per un posizionamento perfetto che, peraltro, deve essere a 30 cm dal soffitto, se il gas da rilevare è il metano (più leggero dell’aria) e 30 cm dal pavimento se il monitoraggio si riferisce al GPL, più pesante e che, quindi, tende a depositarsi verso il basso, al fine di garantire una reale protezione dal pericolo della perdita di gas.

L’installatore professionale, inoltre, deve provvedere a compilare ed applicare sul prodotto fisso la relativa etichetta adesiva, su una parte ben visibile, la quale riporta 4 date specifiche:

  • L’installazione dell’apparecchio
  • Il giorno entro cui sostituire per la prima volta il sensore
  • La data entro cui sostituire per la seconda (ed ultima volta) il sensore
  • Il termine di utilizzo del rilevatore, in base al modello e alla durata garantita del cambio sensore

È possibile che l’utente avverta la presenza del tipico odore di gas (che, come abbiamo detto, non è naturale, ma volutamente artefatto) un po’ prima che intervenga l’alert del rilevatore: è una sensazione di olfatto, molto variabile da persona a persona, e che si consuma sul filo di pochi secondi, trascorsi i quali, se il sensore è perfettamente funzionante e il dispositivo è installato correttamente, scatterà l’allarme anche dell’apparecchio.

Ad ogni buon conto, per verificare il regolare andamento del rilevatore, si può effettuare una semplice verifica preventiva, subito dopo l’allacciamento da parte del tecnico. Si tratta di tenere premuto il pulsante “test” che ogni apparecchio possiede sul frontale, in modo da far accendere, a seconda dei modelli, o tutti e 3 i LED, verde, giallo e rosso, come prova, oppure, in alcuni, solo la luce gialla, che funge da spia di funzionamento.

Anche la sirena, o cicalina, subito dopo si deve accendere. A tal proposito, si consiglia, in caso di abitazioni molto ampie e, ancor di più, se disposte su più piani, di posizionare 2 o anche 3 rilevatori, in sostanza in tutti i locali dove sono installate le apparecchiature a gas, come cucina e bagni, poiché diversamente, un solo apparecchio potrebbe non essere sufficiente per coprire tutta la superficie in sicurezza. Per terminare la prova, automaticamente, dopo circa 30 secondi, il LED giallo si spegne, ed in contemporanea si accende il verde, che indica l’attivazione del rilevatore. Da questo momento, il funzionamento è assicurato, sino al limite di usura del sensore, solitamente 4 o 5 anni, lasso di tempo oltre il quale è necessario sostituirlo, operazione che, di regola, può essere effettuata due volte, al termine delle quali tutto l’apparecchio è da cambiare.

Il dispositivo è sempre dotato anche di un sistema di autodiagnostica che verifica l’affidabilità del sensore stesso, la parte più delicata di tutto il “naso elettronico”. Nonostante il corretto posizionamento e senza che siano avvenuti rilevamenti che possono aver causato qualche scompenso, magari in una riattivazione successiva a spegnimenti o pericoli evidenziati, piuttosto che a un blackout, potrebbero verificarsi improvvisi malfunzionamenti dell’apparecchio.

In questo caso, si riaccenderebbe la spia gialla, quale indicatore, per esempio, di sensore rovinato. Anche in questo caso, il buon senso (e non solo) impone di non cercare di smontare e riparare da soli il rilevatore, ma è sempre bene chiamare lo specialista per farlo intervenire in maniera corretta ed, eventualmente, accettare il suo consiglio di sostituzione. L’alimentazione del rilevatore è prevista, ovviamente per i fissi, unicamente tramite il cavo spina, mentre per i portatili il funzionamento è garantito da batterie al litio con lunga autonomia.

Sostanze e situazioni da evitare in presenza di rilevatori di gas

Oltre alla precauzione di corretto posizionamento a cui abbiamo accennato prima, bisogna precisare anche alcune regole comportamentali: ad esempio, è buona norma non installarlo vicino a prese d’aria, come porte o finestre, o impianti di ventilazione, naturale o forzata (ventilatore, condizionatore, termosifoni), che potrebbero interferire con il lavoro del sensore e compromettere pertanto la piena funzionalità del rilevatore che, si ricorda, deve sempre essere facilmente accessibile e visibile.

Nelle immediate vicinanze dell’apparecchio, inoltre, non devono tassativamente mai essere utilizzate sostanze come:

  • Acidi
  • Benzine
  • Alcool
  • Solventi
  • Collanti
  • Diluenti
  • Colori e prodotti siliconici in genere
  • Detersivi
  • Profumi
  • Spray in genere

Per la sua pulizia, pertanto, dovrà essere usato soltanto un panno semplicemente inumidito con un po’ d’acqua, al fine di togliere la polvere, senza alcun tipo di detergente e senza, mi raccomando, cercare di aprirlo per pulirne l’interno!

L’apparecchio, anche quando sia dotato di una elettrovalvola per interrompere in maniera autonoma il flusso del gas in caso di allarme, deve essere conforme alle prescrizioni di legge, seguendo le direttive e le norme europee. Inoltre, sempre per verificare la perfetta efficienza del sensore, per quasi tutti i modelli è disponibile, in opzione, ma se ne consiglia l’uso o, eventualmente, l’acquisto a parte, una bomboletta di gas test, da utilizzarsi secondo le indicazioni allegate, e che funge da ulteriore conferma dell’avvenuta corretta installazione o, in caso di rilevatore portatile, dell’esatto funzionamento.

Da evitare assolutamente l’uso di un qualsiasi altro metodo per la verifica, come accendini o vapori infiammabili, sostanze altamente pericolose, perché possono portare a conclusioni errate e, soprattutto, al danno irreversibile del sensore.

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    E concludiamo con questo modello da parete o autoportante, alimentato da batterie al litio incluse nella confezione. Rispetta gli standard BS EN 50194-1:2009, presentando anche la certificazione del marchio CE. Perfetto per rilevare gas domestico (metano), non è invece adatto per segnalare perdite di GPL. Presenta il pulsante smart/test. Prezzo leggermente più alto della media, € 49,50.

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