Come staccare un rilevatore di gas

Come staccare un rilevatore di gas

Tutti i più comuni rilevatori di gas domestici, specie quelli moderni di ultima generazione, rappresentano apparecchi “salvavita” e sono ormai sempre più sofisticati ed affidabili, innalzando il grado di sicurezza nella propria casa, specie se correttamente installati da personale tecnico specializzato.

Tuttavia, questi dispositivi, come ogni apparecchiatura elettronica, vanno usati con consapevolezza ed attenzione e, soprattutto, conoscendone le regole per attivarli e disattivarli in maniera corretta. In questo modo, infatti, oltre ad avere la garanzia dell’esatto funzionamento, si eviterà di dover spegnere il rilevatore di gas perché, per esempio, ci si accorge della sua inefficacia per la perdita di sensibilità del sensore, oppure per non averlo posizionato all’altezza corretta.

Senza dubbio, per essere certi di non dover disattivare il rilevatore di gas, metano o GPL alla prima occasione di malfunzionamento, conviene sempre “perdere” un po’ di tempo per studiarlo, leggere il libretto di istruzioni e manutenzioni e per fare una chiacchierata con l’installatore, che sicuramente può chiarirci dubbi e spiegare al meglio le regole di un’ottima tenuta.

Per tornare all’argomento del nostro articolo, vediamo allora di capire come e quando staccare un rilevatore di gas, magari perché staremo fuori casa per molto tempo, o per una modifica dell’assetto dei locali, oppure in caso si sia verificato un contatto elettrico o semplicemente perché si è disattivato il sensore e siamo dunque in attesa del tecnico che ci sostituirà l’apparecchio.

 Come disattivare un rilevatore di gas

Partiamo da un presupposto: il tecnico professionista, al momento dell’installazione e del montaggio, deve applicare sul frontale del rilevatore un’apposita etichetta, sempre contenuta in ogni confezione, in cui vengono segnate la data di posizionamento e l’anno raccomandato per la sostituzione dell’apparecchio. In questo arco di tempo (solitamente 5, massimo 10 anni se si cambia per due volte il sensore), non dovremmo avere nessuna necessità formale di spegnerlo, a meno che non si verifichino condizioni particolari, che andremo a vedere.

Come sappiamo, si tratta di un dispositivo importante, in grado di garantire la sicurezza, e a volte letteralmente salvare la vita, in caso di perdita di gas o emissione nociva. Tuttavia, si possono verificare condizioni in cui si può manifestare la necessità di spegnerlo temporaneamente, specie se non funziona bene o se si attiva anche svolgendo attività innocue, come la semplice accensione di un fornello per cucinare o di una stufetta supplementare per riscaldamento.

In base al modello e alla tipologia, ovviamente, potrebbe essere sufficiente la pressione di un pulsante per spegnere il rilevatore, ma possono anche essere necessarie operazioni più complesse. Vediamo una breve guida per eseguire tutte le indicazioni nella maniera più corretta

 Staccare il rilevatore di gas per la sostituzione del sensore

Come abbiamo detto, nell’arco di 15 anni, è necessario sostituire almeno due volte il sensore interno al dispositivo, il quale darà avviso di questa necessità mediante la spia lampeggiante gialla a LED presente su ogni rilevatore, oltre a ricordarne la data dall’etichetta posta al momento del posizionamento iniziale.

Sempre e soltanto mediante l’intervento di un tecnico, deve essere montato un nuovo sensore pre-calibrato, rinnovando tutto l’apparecchio che, in questo modo, torna ad essere efficiente al 100% per i successivi 5 anni.

La persona incaricata, per eseguire questa operazione, deve preventivamente togliere l’alimentazione, rimuovere la calotta che ricopre l’apparecchio e che ne custodisce il meccanismo operativo, individuare il modulino da sostituire ed estrarlo semplicemente afferrandolo con due dita ai bordi laterali, tirandolo verso di sé. Fatto questo, viene inserito il sensore nuovo, nell’apposito connettore, facendo perfettamente coincidere gli estremi del modulino con quelli del rilevatore stesso

Se sono presenti più unità, individuare il solo dispositivo da disattivare

In caso sia scattato un allarme palesemente senza reale pericolo o, comunque, dopo averne accertata l’assoluta infondatezza, è evidente un malfunzionamento nell’apparecchio. Se in casa ne sono installati più di uno, la prima cosa da fare è accertarsi quale sia il rilevatore difettoso. Come sappiamo, oltre all’allarme acustico, questo stato viene sempre indicato anche dall’accensione di una luce rossa a LED, che lampeggia rapidamente nella parte frontale dell’apparecchio. L’alert, di regola, è indipendente, e non dovrebbe aver attivato gli altri dispositivi: è dunque necessario staccare solo quello individuato. Ma non fa male dare un’occhiata anche agli altri…

Resettare l’allarme

Diversa è la modalità, come facilmente intuibile, sia se si tratti di funzionamento a batteria che alimentato a corrente. Nel primo caso, è sufficiente spegnere il rilevatore tenendo premuto per almeno una quindicina di secondi un pulsante, solitamente sulla parte frontale, almeno nei modelli più recenti (può capitare, infatti, che in quelli più vecchi sia necessario svitare l’apparecchio dalla parete per poter premere un pulsante sul retro). In caso di dispositivo elettrico, come prima cosa è sempre consigliabile togliere l’alimentazione a corrente prima di una qualsiasi operazione, e poi proseguire come nel caso precedente, premendo il pulsante on/off sempre per qualche secondo.

In caso di difficoltà, rimuovere le batterie.

Se anche dopo aver resettato, o cercato di farlo, l’allarme dovesse continuare a suonare e a lampeggiare, nei modelli a batterie potrebbe voler dire che queste ultime sono difettose, o non idonee, o ancora praticamente scariche ed esauste. In questo caso, ovviamente, bisognerà provvedere a sostituirle, facendo attenzione nei giorni successivi poiché, in caso si ripetessero gli stessi inconvenienti, e l’allarme continuasse a scattare anche senza un motivo apparente, sarebbe necessario sostituire completamente il dispositivo con un nuovo acquisto, senza fare ulteriori tentativi.

Per i rilevatori alimentati a corrente, volendoli spegnere o disattivare, che fare?

Quando l’apparecchio è controllato da un interruttore collegato alla rete elettrica, come spesso succede nei modelli fissi più comuni, per resettarlo bisogna staccare la corrente e poi spegnerlo, mediante il pulsante specifico, prima di procedere all’analisi del malfunzionamento o, eventualmente, alla sostituzione del sensore.

Alcune tipologie di ultima generazione sono dotate di specifici comandi (con l’indicazione “Silence”, “Muto”, o similare), per disattivare temporaneamente il rilevatore, per esempio per il tempo necessario a fumare una sigaretta o a pulire la stanza con detergenti spray, attività che potrebbero, se effettuate vicino al dispositivo, far scattare l’allarme. La stessa cosa può comunque essere fatta anche senza la presenza del pulsante apposito, semplicemente staccando il cavo elettrico che lo fa funzionare a corrente, così come nei modelli a pile ricaricabili, che andranno tolte per 15/20 minuti.

Teniamo sempre presente, comunque, il manuale di utilizzo

Ogni rilevatore di gas è comunque un apparecchio con le proprie caratteristiche e tempistiche e, pertanto, prima di ogni variazione alla regola di installazione e funzionamento, è sempre consigliabile dare un’occhiata al libretto delle istruzioni che, senza dubbio, ha lasciato il tecnico al momento del posizionamento o è comunque presente nelle confezioni, sia dei modelli fissi sia di quelli portatili. In caso l’avessimo smarrito o non fosse a portata di mano, è possibile molto spesso trovarne una versione digitale sul sito web della casa produttrice.

Considerazioni generali in caso di necessità di disattivazione

I rilevatori di gas, anche se non ancora così diffusi come dovrebbero, hanno ormai raggiunto una tecnologia che garantisce un’ottima affidabilità, ma è sempre bene ricordare che bisogna affidarsi a case produttrici serie, specializzate nel settore, senza badare esclusivamente al lato economico, e lasciandone la manutenzione al tecnico professionale, evitando pericolosi interventi “fai da te”.

Meglio orientarsi su modelli con sensore di tipo “catalitico” piuttosto che “semiconduttore”, garantiti dal simbolo IMQ, ricordando che l’elemento sensibile interno ha una durata non superiore ai 5 anni, trascorsi i quali può cominciare a rilevare allarmi impropri.

Sul mercato sono presenti modelli per i quali si può sostituire solo il sensore e non tutto l’apparecchio, in questo caso ovviamente con un buon risparmio. Periodicamente, poi, con una frequenza di almeno 5/6 mesi, è consigliabile effettuare una prova TEST con selettori appositamente predisposti (anche in questo caso, prima di manovre azzardate o non del tutto certe, è sempre meglio chiedere anche solo un consulto all’installatore), per garantire il buon funzionamento nel tempo. In ogni caso, comunque, la messa fuori servizio del rilevatore esausto, dopo il lasso di tempo indicato, è sempre preferibile sia eseguita da personale qualificato.

 Come risolvere i falsi allarmi del rilevatore di gas domestico

Posto che avere un dispositivo malfunzionante, che crea falsi allarmi, può comprometterne l’efficacia, è sempre utile comprendere come eventualmente staccare l’apparecchio quando questo avviene, nonostante tutte le precauzioni del caso.

Oltre alle modalità e alle situazioni che abbiamo già visto, ricordiamo che alcuni modelli sono anche collegati ad un’elettrovalvola che, in caso di allarme, interviene intercettando la perdita di gas, chiudendosi automaticamente. In questi casi, per poter riattivare la fornitura del metano o GPL, è necessario eseguire il riarmo manuale. Se un tal episodio dovesse succedere di notte, per esempio, il disagio sarebbe ancor più amplificato, com’è comprensibile: ecco perché è fondamentale eseguire il test periodico per il controllo dell’unità e sostituire il sensore al massimo dopo gli anni indicati, e non oltre, seguendo sempre le istruzioni della casa produttrice.

Smaltimento a “fine vita” dei rilevatori elettronici di gas

Una volta spento definitivamente, in quanto trascorsi gli anni di massima funzione, cioè mai più di 15, in base alla Direttiva Europea 2002/96/CE, non sarà possibile smaltire il rilevatore esausto come rifiuto domestico. Dovrà quindi essere consegnato in un punto di raccolta specifico per il riciclaggio degli apparecchi elettrici ed elettronici, spesso presente anche negli stessi punti vendita, oppure in centri locali di raccolta rifiuti specifici.

Assicurandosi che un rilevatore di gas sia eliminato in maniera corretta, aiuteremo il nostro ecosistema ad un controllo per l’ambiente e per la salute, prevenendo e scongiurando potenziali conseguenze negative che potrebbero derivare da un inadeguato smaltimento, tanto che l’esatto riciclaggio dei suoi componenti potrà aiutare a conservare le risorse naturali.

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